Secondo me…

la poesia di Bruno Tognolini racconta di casa e di scuola. E parla di quando io entro in classe e trovo tutti i miei compagni seduti al banco. Di quando la maestra mi spiega le cose; di quando, usando l’immaginazione, creo cose nuove; di quando gioco con i miei amici in cortile e così facendo cresco e imparo cose nuove. E poi per ultimo torno a casa, nell’abbraccio caldo della mamma e mi sdraio sul divano a guardare la TV.

Dario CLASSE IV

… vuol dire che casa e scuola sono due posti ugualmente belli. La scuola non è più brutta e nemmeno più bella della casa e lo stesso è per la casa. Bruno sta dicendo che la scuola è come una seconda casa per noi bambini.

Ludovico CLASSE IV

… in questa poesia l’autore vuole dire che la scuola è bella quanto la nostra casa perché a scuola fai tante cose, hai tanti amici, ti diverti e stai bene come in famiglia. Il verso che mi è piaciuto di più è “a casa c’è il sole, a scuola c’è il vento”, perché spiega che a casa i problemi te li risolvono i genitori, invece a scuola i problemi li risolvi da solo, quando la maestra ci chiede di ragionare, nella nostra tesata succede una cosa che in inglese si chiama “brain storming”, che vuol dire “tempesta nel cervello”: i tuoi pensieri vanno in cerca di una soluzione e volano in giro proprio come un tornado!

“A casa TV, a scuola finestra” vuol dire che quando guardi la TV non critichi cosa guardi, invece se guardi fuori dalla finestra puoi criticare cosa vedi perché c’è il mondo che ti circonda.

A casa io faccio, a scuola io gioco” vuol dire che a casa sei più spensierato e giochi tranquillo, invece a scuola fai molte cose, ma giochi anche! A casa c’è il nido perché ti senti protetto, a scuola c’è il mondo perché scopri cose nuove! Bruno Tognolini è bravo a scrivere poesie. Vi consiglio di leggere i suoi libri!

Margherita CLASSE IV

Scuola arcobaleno_Anna cl. IV

Scuola arcobaleno_Anna cl. IV

 

Filastrocca di casa e di scuola

Alfabeto della scuola

Alfabeto della scuola

A casa io gioco
A scuola io faccio
A casa è il mio fuoco
A scuola è l’abbraccio
A casa c’è Mamma
A scuola Maestra
A casa TV
A scuola finestra
A casa io sono
A scuola divento
A casa c’è sole
A scuola c’è vento
A casa io chiedo
A scuola rispondo
A casa c’è il nido
A scuola c’è il mondo.

di Bruno Tognolini

Buon inizio!

Le parole dei genitori

Le parole dei genitori

Venerdì 15 settembre in classe noi e i nostri genitori abbiamo fatto un gioco: scrivere su un cartoncino colorato la prima parola che ci veniva in mente se pensavamo SCUOLA . C’erano due scatole, una per raccogliere le parole degli adulti, l’altra per le nostre. Il giorno dopo abbiamo aperto le due scatole e letto ad alta voce le parole. Poi le abbiamo messe in ordine alfabetico: c’erano parole come AMICIZIA, CRESCERE, FATICA, FUTURO, GIOCO, IMPEGNO, PENSIERI COLORATI, STUDIO, VITALITA’, ma anche CONFUSIONE e NOIA. Abbiamo discusso su cosa ci piace e non ci piace della scuola e abbiamo concluso che la nostra scuola è una scuola bellissima!!!

Tutt* i bambini e le bambine della classe quarta

Scuola aperta

sedie capovolte

Bambine all’aperto si apprestano al disegno dal vivo delle case popolari (foto Laura Santoni)

La scuola primaria Don Milani sarà aperta ai bambini interessati a iscriversi in prima nel 2017-18 e ai loro genitori martedì 10 gennaio, dalle ore 17 alle ore 19.

I bambini saranno accompagnati da alcuni insegnanti in alcuni brevi laboratori di accoglienza, con l’aiuto di alcuni bambini e bambine della classe quinta. I genitori saranno accolti da altri insegnanti, per riflettere insieme sul significato di Senza Zaino, per una scuola comunità. Si potranno fare domande, ricevere chiarimenti, sollevare dubbi.

Benvenuti e benvenute tutti e tutte!

Betta

IMG_0042Il primo giorno di scuola di Betta Seferovic è stato in terza. Poi é mancata per tanto tempo. È tornata in quarta e noi eravamo contenti. Betta portava allegria ed era volenterosa a scuola. Lavoravamo con i pezzettini di SA SE SI SO SU o BA BE BI BO BU. Era molto brava imparava molto velocemente. A Betta piaceva molto correre, ad acchiappino batteva tutti era molto brava anche nei giochi da tavolo. Betta era divertente, (molto divertente), brava e ironica. Era gentile e ci regalava le cose.

Betta abitava in una roulotte parcheggiata in un campo agricolo. Un nostro compagno di classe di nome Rosino ha detto che anche lui vive in una roulotte. Lui ha detto anche che l’hanno sgomberato dal campo e ci ha raccontato che nella roulotte si vive male.

Un giorno Betta ha smesso di venire a scuola. Non sapevamo il perché. Poi Luca ci ha detto che era andato a casa di Betta e che non c’era. I suoi zii gli hanno detto che dovevano traslocare perché il comune gli aveva sequestrato il campo, che avevano comprato, perché non ci potevano abitare. Quando ce l’ ha detto eravamo stupiti perché non ce l’aspettavamo. Dopo qualche giorno abbiamo letto su un articolo che gli agenti hanno trovato 10 adulti e 15 bambini. Purtroppo l’ordine per mandare via Betta è stato firmato dal Comune quindi non possiamo impedirlo.

Visto che Betta era una nostra amica, per noi è terribile che se ne sia andata via. La famiglia di Betta abitava in un campo agricolo invece di coltivarlo. Forse non hanno informato il Comune che ci avrebbero abitato. Queste ragioni sono importanti, però ci sono altre ragioni che sono molto più importanti per cui, secondo noi, il Comune ha fatto male a sgomberare la famiglia di Betta. La più importante è che la famiglia di Betta è povera e quindi ha diritto ad una casa. Sarebbe stato meglio, come minimo, ridargli i soldi, perché avevano pagato il terreno. Come se non bastasse c’erano anche dei bambini, che hanno più necessità di una casa. Infine non occupavano un grande spazio, quindi non era necessario mandarli via. Mettendoci nei panni di Betta, era molto meglio che il Comune li lasciasse lì dove erano.

Povera Betta. Non si sa quando tornerà a scuola. Forse mai più !!! A noi dispiace molto per lei. Noi siamo molto tristi, e sicuramente lo sarà anche lei. Noi avremmo preferito che lei restasse qui, dopo che era mancata per tanto tempo. Maddalena aveva costruito un cuore di perline con dentro una B ma non gliel’ha potuto regalare. Betta era una fantastica amica. Per Sofia (che era nuova) è stato bello trascorrere un po’ di tempo con lei. Noi speriamo che Betta possa ugualmente trovare una casa e continuare gli studi.

 

La classe quarta

Il piano di lavoro

È un foglio dove organizzi la tua settimana.

Il maestro ci da un foglio dove ci sono scritti i vincoli da mettere nei 9 tempi di cui parleremo dopo. Poi si attacca in fondo al foglio.

In cima al foglio ci sono 5 frasi. Nella prima frase ti chiede il testo su cui vuoi 20160317_145850lavorare quella settimana. Poi il libro che vuoi leggere quella settimana, e poi la tua ricerca, poi i tuoi esercizi e infine il tuo inglese.

Sotto alle frasi c’è una tabella di 9 tempi, ogni giorno 3 mezz’ore, dove scrivi le tue letture, i tuoi testi ecc.

Quando è mercoledì si inizia il 1° tempo (prima mezz’ora).

Ci organizziamo con una tavola magnetica spostando il tuo nome a, per esempio, lettura e ti metti a leggere il tuo librino.

Dopo mezz’ora il maestro suona la campanella. Si va a vedere cosa c’è scritto al 2° tempo, così tutta la classe è organizzata.

Per noi è molto utile perché ognuno sa cosa fare.

Gaia, Carlotta, Aleks

L’albero dell’apprendimento

L’ALBERO DELL’APPRENDIMENTO

Lunedì i maestri ci ha detto se avevamo voglia di fare l’albero dell’apprendimento, che funP1130623ziona così: prima abbiamo creato delle collanine formate da pasta. I colori erano rosso, giallo, verde chiaro e verde scuro. Ogni colore ha un suo scopo: rosso vuol dire che devi imparare a fare certi compiti, giallo che sei in ripasso, verde chiaro che sei esperto, verde scuro che sei perfetto. Ognuno ha colorato i propri pezzetti di pasta, era scritto su un foglio i colori che i maestri avevano deciso di utilizzare per loro. Poi abbiamo costruito le collanine e le abbiamo attaccate parlandone con la classe. Il giorno prima il maestro aveva costruito un albero di sughero e l’aveva messo sopra la porta. Le radici avevano dei nomi che rappresentavano il modo per imparare bene: ascoltare, usare bene il tempo, voler imparare, ripetere, lavorare con il cervello acceso, leggere la consegna, incuriosirsi. Secondo noi l’albero dell’apprendimento e molto utile per imparare.

DANIELA B.

ANDREI

ANNA

Scuola aperta

don milaniLa scuola primaria don Milani è lieta di invitare i genitori che desiderano iscrivere i loro figli nella prossima prima elementare (e coloro che sono curiosi, dubbiosi, incerti…) a partecipare

lunedì 25 gennaio, dalle ore 17.00 alle ore 19.00, alla SCUOLA APERTA.

I genitori potranno visitare i locali, parlare con le maestre, chiedere spiegazioni sulla didattica e sulle abitudini del plesso. Sono invitate anche le bambine e i bambini che verranno l’anno prossimo nella nostra scuola (o che FORSE verranno). I nostri fantastici alunni di quinta stanno organizzando dei laboratori di accoglienza per loro!

Le città artistiche

P1130569Un giorno siamo andati in una stradina vicino alla scuola. A un certo punto ci siamo fermati e i maestri ci hanno dato la consegna di proseguire per la strada e guardare a sinistra su un muro, dove a tratti c’erano delle immagini, dove bisognava fermarsi e guardare. Dopodiché ci si doveva fermare in fondo alla strada e pensare alle immagini che ci erano piaciute di più. Dopo si ripercorreva la strada all’indietro e ci si fermava di fronte all’immagine che ci piaceva di più. Si pensava un titolo per un’immagine, si staccava l’immagine dal muro e si tornava in classe. Poi abbiamo preso un foglio bianco e abbiamo cominciato a ricopiare l’immagine. Dato che erano complicate ci abbiamo messo un po’ per finirle, ma chi le ha finite ha cominciato a colorarle con cinque tecniche cioè: cere, matite, pennarelli, acquarelli e pittura.

 

Maddalena, Emma, Sofia

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