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Il Comune di Pisa scrive in questi giorni il nuovo capitolato d’appalto per la gestione delle mense di tutte le scuole del territorio comunale. In considerazione del fatto che il cibo rappresenta un argomento fondamentale su cui scuola e comunità intera devono effettuare un importante lavoro formativo e di prevenzione, negli ultimi anni l’Amministrazione ha mostrato un interesse crescente verso la sana alimentazione, la filiera corta e i prodotti di qualità, attivando alcune iniziative pilota (giornate su prodotti locali, merenda nelle scuole, ortimpiadi e orti nelle scuole, etc.) e consolidando qualificate collaborazioni con Slow Food e Università (laboratorio De Sismondi). Genitori e insegnanti della Commissione Mensa indicano le principali linee guida per perseguire, in una ragionevole progressione temporale, gli obiettivi di qualità ritenuti essenziali, da inserire nel capitolato.
Nei prossimi giorni il documento verrà discusso in tutte le scuole e i genitori verranno invitati a sostenerlo apponendovi la propria firma.
Alimentazione biologica e genuina
L’agricoltura convenzionale fa uso di sostanze che danneggiano l’ambiente e la salute dei nostri bambini. In questo momento, a Pisa, solo i bambini degli asili nido si nutrono integralmente di alimenti biologici. Gli alunni degli altri ordini di scuole invece hanno diritto al biologico solo per la frutta e la verdura. Noi chiediamo la scelta del biologico totale, come altri comuni e regioni d’Italia hanno già fatto. Riteniamo indispensabile che nel capitolato sia richiesta la certificazione biologica di tutti gli alimenti, anche per quelli di origine animale (carne, latticini, uova), in considerazione del fatto che proprio in essi si ha il maggior accumulo di tutte le sostanze nocive. Nella stessa ottica si richiede l’impiego di alimenti semplici, non precotti, freschi, di stagione, privi di Ogm e additivi, nobilitando la funzione di proteine vegetali e piatti unici e privilegiando la varietà dei cibi proposti. Vanno espressamente vietati i prodotti dietetici non prescritti per ragioni mediche. L’intero menù deve essere concordato con un nutrizionista indipendente e comunque approvato dall’Asl. Tutti i cibi, vegetali o animali, devono essere di produzione biologica, di stagione e genuini.
Filiera corta
Non è ragionevole né conveniente che cibi prodotti a centinaia di chilometri di distanza si sostituiscano ad equivalenti alimenti prodotti in loco. Si tratta infatti di spostamenti che richiedono un inutile dispendio di energia. In questo mondo di globalizzazione sfrenata, è saggio valorizzare l’economia locale, la sua produzione e le varietà alimentari locali. Questa attenzione permetterà di orientare la produzione locale verso il biologico e di pianificarne lo sviluppo, in modo tale che per progressioni temporali di copertura, i produttori locali possano far fronte alle forniture necessarie. Nel caso in cui, al momento attuale, non fossero disponibili sul mercato locale quantitativi di alimenti sufficienti al fabbisogno delle mense, chiediamo che i prodotti vengano acquistati sul mercato regionale, italiano o comunque comunitario. A parità di prodotto certificato biologico, si devono prediligere i produttori locali.
Acqua del rubinetto
Il consumo dell’acqua in bottiglia porta un enorme spreco di plastica e non garantisce assolutamente una maggiore sicurezza nella qualità. Se l’acqua del rubinetto è potabile, e certamente lo è, perché non berla? Chiediamo al Comune un investimento nella pulizia sistematica delle autoclavi, in eventuali sistemi di filtrazione per il miglioramento delle qualità organolettiche eliminando così la fornitura da parte della Ditta dell’acqua in bottiglia. L’acqua delle mense deve essere quella dell’acquedotto pubblico.
Merenda di metà mattina
Secondo una recente indagine, l’82% dei bambini a scuola fa una merenda eccessiva rispetto alle esigenze nutrizionali, inoltre il consumo di frutta e verdura risulta insufficiente durante la giornata. Negli anni scorsi il Comune ha promosso a questo proposito in alcune scuole pisane un lodevole progetto pilota che ha permesso un fondamentale momento di educazione alimentare. Si richiede alla ditta vincitrice dell’appalto la disponibilità alla consegna anticipata della frutta a tutte le scuole che ne faranno richiesta. La corretta alimentazione deve partire dalla mattina.
Basso impatto ambientale
Gli alimenti che consumiamo hanno vita breve e lasciano dietro di sé un’enorme scia di rifiuti. Da un lato gli imballaggi costituiscono materiale che viene gettato appena il prodotto arriva a destinazione. Dall’altro gli involucri e le eccedenze si trasformano in rifiuti da smaltire. Chiediamo che l’acquisto dei cibi avvenga con un’attenzione alla riduzione degli imballaggi. Il Comune deve inoltre garantire che tutti i rifiuti prodotti siano differenziati: umido, plastica, vetro e carta. Si devono diminuire gli imballaggi e differenziare i rifiuti.
Tempi certi
Consci del fatto che i cambiamenti richiesti sono sostanziali e impegnativi, richiediamo che il Comune e la società aggiudicataria del servizio, ove non riescano a raggiungere nell’immediatezza le mete previste in ciascun punto precedente, provvedano a pianificare le attività, calendarizzando in maniera trasparente gli adeguamenti, per quote di copertura nel susseguirsi degli anni. A cambiamenti graduali deve seguire una pianificazione certa.
Controlli frequenti, indipendenti e pubblici
Il capitolato d’appalto perde senso se non porta con sé un adeguato controllo. Il Comune deve garantire un controllo periodico, qualificato, indipendente e pubblico, su tutte le caratteristiche presenti nel capitolato d’appalto: cibi, produttori, preparazione delle vivande, trasporto, compresa la biologicità. Tali controlli devono essere resi tempestivamente pubblici secondo un criterio di trasparenza. Il Comune deve controllare in maniera frequente, indipendente e trasparente. Pisa, 13 gennaio 2011
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