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Scritto da Luca Randazzo
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Domenica 20 Novembre 2011 10:41 |
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LETTERA APERTA
Al Sindaco di Pisa, all'Assessore alla Mobilità
e p.c.: al Prefetto di Pisa, a Legambiente, alla FIAB
Gentile Sindaco, le scriviamo per esporle un problema urbanistico di grave rischio per la sicurezza dell'utenza della nostra scuola e per chiederle conseguentemente un adeguato intervento di modifica della mobilità urbana. Come lei saprà senz'altro la scuola primaria Don Milani dove noi insegniamo si trova nel quartiere di S.Ermete, in fondo al cavalcavia sulla linea ferroviaria Pisa- Firenze, sulla sinistra rispetto alla via Emilia. L'utenza della nostra scuola abita tuttavia in un territorio molto più ampio, che comprende anche zone di S. Marco e de La Cella. In particolare una decina di famiglie dei nostri alunni percorrono tutte le mattine e tutti i pomeriggi il cavalcavia che congiunge S.Ermete alla città, a piedi o in bicicletta, in parte per scelta, ma molto spesso semplicemente perché non hanno un'automobile a disposizione. Questo quotidiano camminare o pedalare, sul ciglio del guard-rail, sorpassati da autobus, camion e autovetture a velocità sostenuta è motivo di grande preoccupazione per l'incolumità dei nostri alunni e dei loro genitori. Si aggiunge a questo che anche la maggior parte degli insegnanti, che abita in città, raggiunge la scuola in bicicletta o a piedi, per gli stessi motivi delle famiglie. Infine possiamo ricordare che questa barriera urbanistica rappresenta un grosso limite alla capacità di spostamento delle classi in uscita didattica sul territorio.
Peraltro questo problema persiste da tempo ed era già stato segnalato più volte, l'ultima due anni fa con una lettera aperta di un nutrito gruppo di famiglie. A quella richiesta non seguirono né una risposta, né fatti concreti.
Gradiremmo che Lei potesse una mattina osservare direttamente tra le ore 8.00 e le 8.30 quale sia la situazione in cima a quel cavalcavia che non è dotato né di pista ciclabile né di marciapiede, per rendersi conto di persona a quali rischi di vita sono esposti quotidianamente gli utenti della nostra scuola. Siamo certi che, dopo una visita di questo tipo, Lei adotterebbe al più presto un piano di intervento per mettere la strada in sicurezza, sia per le biciclette che per i pedoni. Siamo convinti che concorderà con noi sulla necessità di prevenire l'eventuale incidente, piuttosto che attenderlo passivamente.
Pisa, 20 ottobre 2011
Gli/Le insegnanti della scuola primaria Don Milani
I genitori Rappresentanti di classe
(Fotografia in alto a destra tratta dal sito www.pourfemme.it) |
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Scritto da Luca Randazzo
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Mercoledì 20 Aprile 2011 20:42 |
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La nostra scuola fa sue, con un po' di commozione e tanta rabbia, le parole di Marco Rossi Doria, straordinario maestro, uscite alcuni giorni fa su L'Unità, in seguito alle dichiarazioni in libertà del Presidente del Consiglio sulla scuola.
Lunedì mattina la maestra Pina entrerà in classe. Ha cinquantasei anni e nei due terzi del suo tempo di vita ha insegnato a settecento bambini a leggere, scrivere, far di conto, cercare parole sul vocabolario, capire cosa è un atlante. E poi cercare informazioni in rete sul computer, in una sala ricavata in uncorridoio, con macchine vecchie di tre generazioni, avendo lei voluto testardamente imparare a sua volta, aiutata dai figli. E ha insegnato la storia patria – così si chiama. Sui libri scelti insieme alle colleghe. Accordandosi sul merito delle diverse opzioni che il libero mercato dei libri offre. Come prescrive la legge. Mai scelti per ideologia. Ma perché si capiscono meglio.O sono più idonei a quei bimbi lì.
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Scritto da Luca Randazzo
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Sabato 29 Gennaio 2011 19:01 |
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Sara è una nostra alunna. Ora ha sedici anni e frequenta il liceo scientifico.
Questo suo tema ha segnato un otto a penna sul registro di lettere. Nel nostro cuore ha segnato un tratto d'orgoglio: la certezza che il nostro lavoro quotidiano abbia davvero un senso.
Un luogo che è stato importante nella mia formazione è stata in generale la mia scuola elementare, ma in particolare il suo giardino. Era un giardino grande che circondava tutta la scuola ed era perfetto con i suoi spazi aperti e luminosi e angoli bui e nascosti; durante la ricreazione giocando con i miei amici, il tutto si trasformava in un'unica grande terra con i suoi continenti, regni ed imperi, con i suoi ambienti mistici dove ognuno poteva essere chi voleva. Ricordo che la parte anteriore diventava il regno delle fate, mentre quella posteriore era divisa in cinque parti: la zona in cemento grigio era il Grande Mare, acqua profonde abitate da creature bellissime come le sirene, ma anche da paurosi e pericolosissimi mostri marini, quella rossa era il Deserto della Morte, impossibile da attraversare senza cadere vittima dei predoni, la gabbia sotto la scala anti incendio era la prigione e il laboratorio dei cattivi dove si facevano esperimenti tremendi sui prigionieri e dove nessuno sperava di finire; infine in fondo al giardino c'erano la foresta incantata e il Regno del Male.
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Scritto da Luca Randazzo
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Mercoledì 28 Luglio 2010 22:30 |
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Il Consiglio di Istituto ha voluto convocare in data 23 marzo i rappresentanti dei genitori per informarli della situazione finanziaria dell’Istitutio in occasione dell’approvazione del bilancio annuale. In quell’incontro è scaturita la presente proposta.
Proposta dell’assemblea dei rappresentanti dei genitori dell’Istituto comprensivo “Gamerra”La situazione del nostro istituto, come d’altra parte della maggior parte delle scuole pubbliche italiane, è grave. I membri del consiglio di istituto l’hanno illustrata nella riunione di martedì 23 marzo a cui hanno partecipato i genitori rappresentanti di classe; ecco alcuni punti evidenziati: • mancanza di fondi per pagare supplenze e per il funzionamento didattico amministrativo (acquisto di materiale didattico, materiale per le pulizie, ecc) • diminuzione del tempo-scuola in particolare per la scuola secondaria di primo grado e la scuola primaria a tempo ordinario; • diminuzione del numero degli insegnanti; • difficoltà per gli insegnanti di gestire un insegnamento individualizzato (attività di recupero, di consolidamento, di potenziamento ecc.); • diminuzione del personale non docente (custodi), che porta a problemi di sicurezza scolastica, di pulizia e a difficoltà nell’assicurare l’apertura della scuola in orari pomeridiani. • diminuzione dei fondi per ampliare l’offerta formativa |
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