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Puliamo il mondo

puliamo-in-mondoPuliamo il mondo è un progetto di Legambiente a cui abbiamo aderito l’anno scorso, che consiste nell’aiutare il mondo ad inquinarsi di meno. Noi contribuiamo  pulendo il nostro giardino.
L’anno scorso Puliamo il mondo si svolgeva ogni settimana il giovedì. Adesso invece si svolge un giovedì al mese.
Nel nostro cortile molto spesso trovavamo cartacce, pezzi di pallone e fogli di carta; ma adesso che lo puliamo, il giardino è sempre meno sporco.
Per andare a pulire  ci mettiamo una pettorina, i guanti e prendiamo alcuni sacchetti.
Inoltre tutti gli anni la scuola celebra la Festa della Terra, che è come Puliamo il mondo, solo che si pulisce il campino,un parco giochi pubblico vicino alla scuola.

 

Bianca e Ginevra

Iqbal e i diritti dei bambini

Il 20 novembre è stata la giornata dei diritti dei bambini.
In questo periodo abbiamo riflettuto sulle condizioni dei bambini in alcune parti del mondo.
Abbiamo visto il film “Iqbal”.
Iqbal era un bambino povero del Pakistan che, per pagare le medicine per suo fratello malato, come tanti altri bambini, lavorava con i telai per i padroni ricchi. I bambiiqbalni che lavorano per queste persone non venivano curati, venivano nutriti male, venivano picchiati e lavoravano moltissime ore al giorno.
Iqbql tentò di scappare diverse volte finché non ci riuscì anche grazie ad alcune persone che protestavano contro lo sfruttamento dei bambini.
Iqbal raccontò la sua storia e diventò il simbolo della lotta allo sfruttamento dei bambini.
E’ stato ucciso dopo qualche anno e noi abbiamo voluto ricordarlo con i nostri omini sui cui piedi abbiamo scritto i “diritti dei bambini”…ricordando le sue parole:
“i bambini devono volare fino al sole, sulla luna; devono giocare con le parole, i tondi, i quadrati. Dovete darci le chiavi del mondo, dovete ridarci il futuro!”

classe seconda

Secondo me…

la poesia di Bruno Tognolini racconta di casa e di scuola. E parla di quando io entro in classe e trovo tutti i miei compagni seduti al banco. Di quando la maestra mi spiega le cose; di quando, usando l’immaginazione, creo cose nuove; di quando gioco con i miei amici in cortile e così facendo cresco e imparo cose nuove. E poi per ultimo torno a casa, nell’abbraccio caldo della mamma e mi sdraio sul divano a guardare la TV.

Dario CLASSE IV

… vuol dire che casa e scuola sono due posti ugualmente belli. La scuola non è più brutta e nemmeno più bella della casa e lo stesso è per la casa. Bruno sta dicendo che la scuola è come una seconda casa per noi bambini.

Ludovico CLASSE IV

… in questa poesia l’autore vuole dire che la scuola è bella quanto la nostra casa perché a scuola fai tante cose, hai tanti amici, ti diverti e stai bene come in famiglia. Il verso che mi è piaciuto di più è “a casa c’è il sole, a scuola c’è il vento”, perché spiega che a casa i problemi te li risolvono i genitori, invece a scuola i problemi li risolvi da solo, quando la maestra ci chiede di ragionare, nella nostra tesata succede una cosa che in inglese si chiama “brain storming”, che vuol dire “tempesta nel cervello”: i tuoi pensieri vanno in cerca di una soluzione e volano in giro proprio come un tornado!

“A casa TV, a scuola finestra” vuol dire che quando guardi la TV non critichi cosa guardi, invece se guardi fuori dalla finestra puoi criticare cosa vedi perché c’è il mondo che ti circonda.

A casa io faccio, a scuola io gioco” vuol dire che a casa sei più spensierato e giochi tranquillo, invece a scuola fai molte cose, ma giochi anche! A casa c’è il nido perché ti senti protetto, a scuola c’è il mondo perché scopri cose nuove! Bruno Tognolini è bravo a scrivere poesie. Vi consiglio di leggere i suoi libri!

Margherita CLASSE IV

Scuola arcobaleno_Anna cl. IV

Scuola arcobaleno_Anna cl. IV

 

Filastrocca di casa e di scuola

Alfabeto della scuola

Alfabeto della scuola

A casa io gioco
A scuola io faccio
A casa è il mio fuoco
A scuola è l’abbraccio
A casa c’è Mamma
A scuola Maestra
A casa TV
A scuola finestra
A casa io sono
A scuola divento
A casa c’è sole
A scuola c’è vento
A casa io chiedo
A scuola rispondo
A casa c’è il nido
A scuola c’è il mondo.

di Bruno Tognolini

Buon inizio!

Le parole dei genitori

Le parole dei genitori

Venerdì 15 settembre in classe noi e i nostri genitori abbiamo fatto un gioco: scrivere su un cartoncino colorato la prima parola che ci veniva in mente se pensavamo SCUOLA . C’erano due scatole, una per raccogliere le parole degli adulti, l’altra per le nostre. Il giorno dopo abbiamo aperto le due scatole e letto ad alta voce le parole. Poi le abbiamo messe in ordine alfabetico: c’erano parole come AMICIZIA, CRESCERE, FATICA, FUTURO, GIOCO, IMPEGNO, PENSIERI COLORATI, STUDIO, VITALITA’, ma anche CONFUSIONE e NOIA. Abbiamo discusso su cosa ci piace e non ci piace della scuola e abbiamo concluso che la nostra scuola è una scuola bellissima!!!

Tutt* i bambini e le bambine della classe quarta

Betta

IMG_0042Il primo giorno di scuola di Betta Seferovic è stato in terza. Poi é mancata per tanto tempo. È tornata in quarta e noi eravamo contenti. Betta portava allegria ed era volenterosa a scuola. Lavoravamo con i pezzettini di SA SE SI SO SU o BA BE BI BO BU. Era molto brava imparava molto velocemente. A Betta piaceva molto correre, ad acchiappino batteva tutti era molto brava anche nei giochi da tavolo. Betta era divertente, (molto divertente), brava e ironica. Era gentile e ci regalava le cose.

Betta abitava in una roulotte parcheggiata in un campo agricolo. Un nostro compagno di classe di nome Rosino ha detto che anche lui vive in una roulotte. Lui ha detto anche che l’hanno sgomberato dal campo e ci ha raccontato che nella roulotte si vive male.

Un giorno Betta ha smesso di venire a scuola. Non sapevamo il perché. Poi Luca ci ha detto che era andato a casa di Betta e che non c’era. I suoi zii gli hanno detto che dovevano traslocare perché il comune gli aveva sequestrato il campo, che avevano comprato, perché non ci potevano abitare. Quando ce l’ ha detto eravamo stupiti perché non ce l’aspettavamo. Dopo qualche giorno abbiamo letto su un articolo che gli agenti hanno trovato 10 adulti e 15 bambini. Purtroppo l’ordine per mandare via Betta è stato firmato dal Comune quindi non possiamo impedirlo.

Visto che Betta era una nostra amica, per noi è terribile che se ne sia andata via. La famiglia di Betta abitava in un campo agricolo invece di coltivarlo. Forse non hanno informato il Comune che ci avrebbero abitato. Queste ragioni sono importanti, però ci sono altre ragioni che sono molto più importanti per cui, secondo noi, il Comune ha fatto male a sgomberare la famiglia di Betta. La più importante è che la famiglia di Betta è povera e quindi ha diritto ad una casa. Sarebbe stato meglio, come minimo, ridargli i soldi, perché avevano pagato il terreno. Come se non bastasse c’erano anche dei bambini, che hanno più necessità di una casa. Infine non occupavano un grande spazio, quindi non era necessario mandarli via. Mettendoci nei panni di Betta, era molto meglio che il Comune li lasciasse lì dove erano.

Povera Betta. Non si sa quando tornerà a scuola. Forse mai più !!! A noi dispiace molto per lei. Noi siamo molto tristi, e sicuramente lo sarà anche lei. Noi avremmo preferito che lei restasse qui, dopo che era mancata per tanto tempo. Maddalena aveva costruito un cuore di perline con dentro una B ma non gliel’ha potuto regalare. Betta era una fantastica amica. Per Sofia (che era nuova) è stato bello trascorrere un po’ di tempo con lei. Noi speriamo che Betta possa ugualmente trovare una casa e continuare gli studi.

 

La classe quarta

Le città artistiche

P1130569Un giorno siamo andati in una stradina vicino alla scuola. A un certo punto ci siamo fermati e i maestri ci hanno dato la consegna di proseguire per la strada e guardare a sinistra su un muro, dove a tratti c’erano delle immagini, dove bisognava fermarsi e guardare. Dopodiché ci si doveva fermare in fondo alla strada e pensare alle immagini che ci erano piaciute di più. Dopo si ripercorreva la strada all’indietro e ci si fermava di fronte all’immagine che ci piaceva di più. Si pensava un titolo per un’immagine, si staccava l’immagine dal muro e si tornava in classe. Poi abbiamo preso un foglio bianco e abbiamo cominciato a ricopiare l’immagine. Dato che erano complicate ci abbiamo messo un po’ per finirle, ma chi le ha finite ha cominciato a colorarle con cinque tecniche cioè: cere, matite, pennarelli, acquarelli e pittura.

 

Maddalena, Emma, Sofia

I libri alla classe seconda

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L’anno scorso la classe 2 ci ha chiesto se gli potevamo portare i libri che non ci servivano più. Ogni mercoledì 4 bambini portano un libro a testa alla classe 2 e naturalmente ognuno deve aver già letto il libro che porta. I bambini raccontano qualche particolare del libro e non il finale. Quando entri nella classe ci sono un mucchio di bambini che ti guardano con un sorriso, all’inizio ti senti ammirato. Le maestre ti chiedono il tuo nome, dopo di che ti senti più sicuro. Inizi a raccontare e quando hai finito le maestre ti salutano e tu ti senti soddisfatto.

Lisa e Leonardo

Parla la scuola

La scuola ci ha mandato una lettera:

La scuola parlanteIl primo giorno di scuola mi hanno ristrutturata da cima a fondo. Mi sentivo nuova, di nuovo giovane.

Che gioia rivedere i miei studenti che non vedevo da 3 mesi!!! Non vedevo l’ora di farli entrare, i loro genitori mi hanno dipinta davvero bene. Eccoli là, tutti in fila con i cappellini gialli, verdi, blu, arancioni e rossi. Che angioletti!!!

È la prima volta che mi fanno un’inaugurazione cosi bella. Guarda chi c’è, l’assessora. E laggiù c’è il maestro Luca e anche la maestra Isabella. Che onore!

Ma chi è quello laggiù?” mi chiesi. Poi capii e gridai: “Ma è il sindaco!!!”

Io ero fuori di me dalla gioia, e dall’emozione, perché arrivava il SINDACO.

Avevo anche un po’ di paura di non piacergli.

Ma dai” mi dissi. “Ma se piaccio ai maestri, alunni e custodi piacerò anche a lui”.

E infatti sono piaciuta a tutti!!!!!!

Viva il senza zaino!”

La scuola Don Lorenzo Milani

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